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Il PIL è ancora indice di ricchezza di un paese?

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Il PIL o Prodotto Interno Lordo, è il valore di beni e servizi prodotti all’interno di un Paese in un anno e destinati a uso finale. Non viene quindi conteggiato il valore della produzione destinata ai consumi intermedi come i processi di trasformazione. Nonostante il metodo di calcolo si sia perfezionato nel tempo, sono in molti a dubitare che il PIL sia un numero poco significativo per esprimere il benessere di una popolazione.

Una prima incertezza sta nello stabilire con esattezza la ricchezza destinata ai consumi finali. Per comprendre meglio, facciamo l’esempio di un pescatore che rientra a terra e vende il pescato per 1.000 euro direttamente alle famiglie presenti sulla spiaggia. Totale fatturato ( ipotesi ben lontano dalla realtà, chi fattura le vendite sulla spiaggia? ) 1.000 euro. Se il pescatore preferisse vendere a un distributore che dopo averlo acquistato per 1.000 euro, lo porta con dei furgoni a 10 pescherie ricavando in totale 2.000 euro. A loro volta le pescherie rivenderanno il pescato a 4.000 euro alle famiglie. In questo caso quale sarebbe il contributo al PIL, 1.000 o 4.000 euro? In ogni caso si dovrebbe aggiungere il consumo di benzina dei furgoni, il pedaggio autostradale, il costo dei ticket per entrare nella zona ZTL al centro città. Ma non cambia né la quantità né la qualità del pesce.

Un altro problema che si presenta è come tener conto dell’adeguamento dei prezzi con l’inflazione, in modo tale da poter confrontare il PIL di anni diversi. L’aumento di alcuni beni e servizi essenziali, come carburanti e assicurazioni è stato notevole e ben superiore all’inflazione. Eppure anche questi fattori contibuiscono alla crescita del PIL di un paese. Quindi il PIL potrebbe crescere solo perchè aumentano i prezzi di prodotti in cui non c’è concorrenza senza un vero aumento della produzione e tenore di vita.

Inoltre il PIL tratta tutte le transazioni come positive, anche i danni provocati da catastrofi naturali, crimini, incidenti automobilistici contribuiscono ad aumentare il PIL. Se un comune non provvede alla manutenzione delle strade, e causa buche, si moltiplicano gli incidenti, si registrerà comunque un aumento del PIL, ma la qualità di vita dei cittadini di certo non migliora. Nel conteggio del PIL non si fa distinzione tra attività che apportano un miglioramento alla qualità della vita, e attività che provocano sofferenza, anche la morte con tutti i servizi di contorno contibuisce a far aumentare il PIL. Il PIL non tiene conto della salute, della qualità dell’educazione, della bellezza di un paesaggio. La sfida è aperta, è necessario trovare un nuovo indicatore per il benessere di un Paese.

Written by Editor

April 29th, 2010 at 12:48 pm