Wall Street “impera” come e più di prima
La crisi innescata dall’insensatezza di alcune politiche sociali (casa per tutti anche a chi non aveva un reddito sufficiente per pagare le rate del mutuo), e supportata da banche e gruppi finanziari che hanno creato apposite società di credito per erogare prestiti a nullatenenti, salvo poi pacchettizzare le quote di queste, e ben confezionate rivenderle ai fondi di investimento, è nata a Wall Street e come per incanto è finita almeno in apparenza solo a Wall Street. A settembre di 2 anni fa, con il fallimento della Lehman Brothers, il capitalismo americano sembra prossimo alla fine, invece oggi è ancora lì più forte di prima. Negli ultimi anni il cambio euro dollaro era fermo a 1,5 – 1,6. Un euro molto forte ha penalizzato notevolmente le ns. esportazioni, sia in USA che in Asia dove le monete seguono comunque il corso del dollaro.
Con il dissesto finanziario della Grecia, l’euro inizia a traballare, viene proposta la divisione in 2 euri, uno forte per Francia e Germania, l’altro per i paesi mediterranei, praticamente una Lira allargata a Spagna, Portogallo e Grecia. Inutile dire che tale ipotesi è stata subito accantonata, ma l’euro comunque ne risulta indebolito. Vengono stanziati 600 miliardi di euro per coprire il buco e tutti i cittadini Europei si ritrovano a subire nuove pesanti manovre finanziarie, e alcune piazze cominciano a diventare incandescenti.
Negli ultimi anni il prezzo del petrolio sale da 20 a 140 dollari in pochi mesi, per poi assestarsi sui 70, oggi l’euro passa da 1,45 a 1,24 dollari in pochi giorni. Tali fluttuazioni sono dovute solo a speculazioni senza alcun legame con l’economia reale.
Wall Street continua a fare il bello e cattivo tempo, noi non contiamo niente, siamo solo spettatori di un film diretto da altri e girato sulle nostre teste.